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Disturbi del sonno nei neonati

Il tuo neonato dorme abbastanza? Sta acquisendo delle buone abitudini di sonno?

Disturbi del sonno nei neonati: rispondi alle domande del test ed impara ad interpretare i segnali del tuo bambino.


Disturbi del sonno nei neonati

I disturbi del sonno nei neonati sono molto frequenti e non sempre richiedono l’intervento di un esperto. I neonati alla nascita hanno spesso difficoltà ad adattarsi al ritmo giorno/notte e finiscono per dormire tanto di giorno quanto di notte. Il loro bisogno di nutrimento li spinge a svegliarsi ogni due ore circa, quando in realtà la notte (se il bambino non è prematuro e se supera i 3kg) potrebbe dormire fino a 4 ore consecutive.

Molti genitori non hanno idea che ci siano dei tempi che scandiscono la giornata dei neonati, fin dalla nascita. Quanto tempo deve dormire per ogni sonnellino? Quanto tempo deve rimanere sveglio tra un sonno e l’altro? Per quanti minuti è sufficiente nutrirlo? Tutte queste domande hanno risposte specifiche in base all’età del bambino e rispettare questi tempi può prevenire la maggior parte dei disturbi del sonno nei neonati.

Una raccomandazione speciale è quella di seguire sempre le raccomandazione anti SIDS.

I neonati: impariamo a conoscerli

Una delle difficoltà maggiori nel diventare genitori è quella di riuscire a mettersi nei panni del proprio bambino, per capire cosa sta passando. Le emozioni che si provano dopo il parto, la stanchezza, i nuovi ruoli, le responsabilità, spingono i neo genitori a voler imparare il prima possibile le proprie competenze. Ma qual è il vissuto di un neonato?

Quando nascono i bambini vengono travolti da tutta una serie di nuove sensazioni e bisogni e insegnar loro a conoscerli e gestirli è un compito che richiede molto impegno. Quando erano nel grembo materno sono stati pienamente soddisfatti per nove mesi. Mangiavano quando avevano fame, si muovevano quando volevano curiosare nel loro piccolo spazio, si sentivano sempre protetti, senza conoscere i fastidi.

Dopo il parto sperimentano per la prima volta la mancanza di contenimento, la fame, il sonno. Rifletterci può aiutare a capire perchè sia così importante sintonizzarsi il prima possibile con i loro bisogni, in modo da soddisfarli al meglio.

I neonati: come comunicano

Come comunica un neonato di tre giorni, uno di tre mesi o uno di 9 mesi i propri bisogni? Attraverso il pianto.

Molti genitori sono spaventati dal pianto dei loro bambini e pensano subito che ci sia qualcosa che non va. Nei primi giorni di vita è difficile distinguere il pianto dei neonati, per capire se hanno fame, sonno, dolori o vogliono semplicemente essere abbracciati. Dalla seconda settimana i genitori iniziano a notare delle differenze nel tono, nell’intenzione e piano piano imparano a soddisfare la richiesta specifica.

Il suono di un bambino che piange calamita l’attenzione di un adulto in un modo che non ha eguali” Katie Young, psichiatra

Il pianto è per molti genitori un elemento di disturbo, una condizione da evitare. Ma il neonato non ha altri strumenti per richiamare l’attenzione dei propri genitori, se non il pianto e lo usa, lo usa moltissimo! È importante riuscire a comprendere che il pianto è comunicazione.

“Piangendo il neonato comunica e richiede la presenza del genitore, stimolandolo a interagire e instaurando così una relazione con chi si prende cura di lui. È questo il suo primo contatto con il mondo circostante. La risposta che ne riceverà influenzerà profondamente il suo futuro sviluppo neurale e, quindi, emotivo e anche sociale” Paola Venuti, psicologa

Grazie al pianto il neonato comunica ai genitori i propri bisogni e loro, rispondendovi, trasmettono vicinanza e sicurezza. Questo aspetto sarà fondamentale per l’instaurarsi di un buon legame di attaccamento e quindi anche per il senso di sicurezza di sè. Con il passare dei mesi sarà più semplice interpretare il pianto e quindi intervenire in modo appropriato.

Quando si parla di disturbi del sonno nei neonati?

È abbastanza naturale che i bambini debbano adattare il loro ritmo sonno-veglia al cambiamento del giorno e della notte durante le prime settimane di vita, quindi è difficile parlare di problemi di sonno prima delle 2 settimane. Se non si stabilisce alcun ritmo il bambino non riesce a calmarsi e spesso ha difficoltà ad addormentarsi e si sveglia spesso in modo energico e piange o urla. In questi casi si parla di problemi di sonno. Naturalmente i genitori dovrebbero rivolgersi al medico per qualsiasi dubbio durante i primi mesi di vita e chiedere aiuto se sono preoccupati per il comportamento notturno del loro bambino o se la tensione è troppo forte per loro.

Le cause dei problemi di sonno nei neonati

Le cause dei problemi di sonno nei neonati e nei bambini possono essere molteplici. A volte i problemi sono di origine fisica (ad esempio l’immaturità nei bambini prematuri), a volte si tratta di una malattia organica. In alcuni casi è semplicemente una questione di stress. A volte anche i fattori ambientali (rumore, luce, fumo) giocano un ruolo importante.

Tuttavia tutte queste cause sono relativamente rare. Nella maggior parte dei casi, i problemi di sonno persistenti sono il risultato di abitudini di sonno sfavorevoli.

Come risolvere i problemi di sonno nei neonati?

Alcune informazioni e conoscenze possono aiutare a gestire i problemi di sonno dei neonati:

  • informazioni sullo sviluppo del sonno e sulle abitudini di sonno dei bambini
  • informazioni sulle caratteristiche particolari dei disturbi del sonno nei bambini in base alle età
  • strutturazione della routine quotidiana
  • riconoscimento tempestivo dei segnali di stanchezza
  • sviluppo di un rituale del sonno individuale

In alcuni casi i problemi del sonno non sono legati ad un solo fattore e quindi la loro risoluzione richiede l’intervento di un esperto. Le consulenti del sonno dei neonati possono intervenire facilmente attraverso piccoli cambiamenti comportamentali e ottenere ottimi risultati in pochi giorni.